Counseling Creativo

La mia visione:

Ognuno di noi, come ogni essere vivente, possiede la conoscenza del proprio benessere e tende spontaneamente alla felicità. Può però succedere, per un avvenimento imprevisto e doloroso, che davanti a questa conoscenza si pari un velo che la nasconde, una sensazione che fa pensare che tutto sia perduto, negativo.  In realtà questa preziosa capacità, la conoscenza di come essere felici, è sempre lì, occorre solo un piccolo aiuto per ritrovarla…

 

Counseling: quando?
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Counseling: quando?

IL COUNSELOR SI OCCUPA...

ll Counseling è un metodo d'accompagnamento e di relazione d'aiuto non direttivo in cui vengono espressi temi personali ed emotivamente significativi che costituiscono un problema nel momento presente della vita di una persona che, nella relazione che si stabilisce con il Counselor, utilizzando le proprie risorse personali, li risolve.
Si tratta di un rapporto di consulenza tra un professionista della comunicazione interpersonale con solida preparazione psicologica e un lungo percorso di formazione professionale e personale, e un individuo o un gruppo intenzionato a risolvere un conflitto esistenziale o un disagio emotivo che compromettono le sue capacità di espressione e relazione in ambito privato o professionale.
Il lavoro del Counselor si basa sull'ipotesi che ciascuno possieda un potenziale positivo in grado di svilupparsi. Il contatto e l'esplorazione del problema, la sua espressione e comunicazione, accompagnate con accettazione incondizionata da parte del Counselor in ambiente protetto, sono elementi di questo processo di crescita nel quale si utilizza creatività, empatia e si evita la dipendenza da interpretazioni e giudizi.
Prima di iniziare il Counselor stabilisce un patto con il cliente durante il primo colloquio non impegnativo: si mettono a fuoco motivazioni, possibili modalità di lavoro e tempi. Si individua insieme un obiettivo da raggiungere, si stabilisce insieme il numero approssimativo di sedute (dalle 10 alle 15) e il compenso (la media è 40 euro orarie).

COSA FA E COME LAVORA UN COUNSELOR

Counseling Creativo a Firenze propone:

INCONTRI DI GRUPPO:

- INCONTRI DI GRUPPO ESPERIENZIALI A TEMA: una serie di incontri, solitamente 4-5, che vengono offerti a chi è interessato a un determinato tema proposto dal counselor che conduce.

- INCONTRI DI GRUPPO ESPERIENZIALI SU RICHIESTA: una serie di incontri che si svolgono su specifici temi a richiesta delle persone interessate, il cui numero varia a seconda delle esigenze da concordare caso per caso con i clienti.
Ad esempio, nel corso degli anni è stato proposto e condotto il gruppo "Non solo genitori", sul tema del diventare genitori senza perdere la pienezza dell'essere donne e uomini in un contesto di coppia e sociale; il gruppo è nato da una proposta dei genitori di un asilo nido, è stato accolto e si è potuto svolgere con successo. Si prevede infatti una continuazione del lavoro dopo il feed-back positivo.

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INCONTRI INDIVIDUALI:

Su richiesta si svolge l'attività di Counseling con incontri individuali. E’ nella relazione Io-Tu che la spinta al rinnovamento e la ricerca della soluzione trova massima potenza. Il numero degli incontri è definito nel corso della prima seduta durante la quale viene espresso un vero e proprio "contratto" verbale tra il cliente e il counselor. Tale contratto stabilisce, oltre al numero di sedute che può variare dalle 8-10 fino a un massimo di 15, qual è l'obiettivo da raggiungere insieme nell'ambito della problematica specifica portata dal cliente. Nel Counseling è prevista la possibilità che alla fine del percorso il cliente, dopo un periodo di riflessione e verifica, possa decidere di rinnovare l'intenzione e desideri continuare a esplorare e sollecitare le sua capacità di risposta alle crisi. Ogni relazione d'aiuto presuppone una crescita reciproca e continua nel rispetto delle diversità di ciascuno.

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INCONTRI DI COPPIA:

Sui temi del disagio relazionale nella coppia, nei momenti di crisi quando c’è la volontà di entrambi di superarla restando insieme oppure quando è in atto una separazione, per renderla meno traumatica e serenamente gestibile. Anche in questo caso si stabilisce insieme un obiettivo e il numero degli incontri necessari (approssimativamente). Agli incontri di coppia il counselor può proporre di alternare incontri individuali a seconda delle circostanze.

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Legami sani senza dipendenza?

E' possibile creare e sviluppare legami affettivi senza cadere nella dipendenza? 
Occorre in primo luogo esplorare il significato del termine "legame". Stiamo nel grande campo delle RELAZIONI. Ognuno di noi è un essere anche sociale. Anche, perché ognuno di noi ha la sua sfera privata, intima, nella quale nessuno entra, un posto in cui c'è lo spazio per stare con se stessi, dove è possibile il contatto autentico con se stessi e con il Sè superiore. Chiamiamo per comodità questa sfera "spazio sacro". Vedremo come questo spazio sacro sia importantissimo che rimanga privato, mentre nella dipendenza affettiva permettiamo all'altro/a di penetrarvi dentro e annullarlo.
Quindi, siccome siamo esseri sociali, tendiamo a stringere relazioni. Stiamo bene quando abbiamo relazioni che ci nutrono, ci sentiamo male e tristi quando le relazioni mancano o sono poco nutrienti. Legame è la relazione che instauriamo con un altro essere umano importante per la nostra vita. Possiamo avere legami familiari o detti anche "di sangue" con i genitori, fratelli/sorelle, figli, nonni, zii ecc. Poi abbiamo un legame che scegliamo, o almeno pensiamo di scegliere, che instauriamo con una persona di sesso opposto o dello stesso sesso con la quale scambiamo momenti di vita intensi, spesso anche la convivenza quotidiana, e con la quale condividiamo anche la sfera sessuale: il nostro partner.
L'ambito sessuale è per ognuno di noi uno spazio intimo dove uniamo la nostra energia con l'energia del partner, dove ci mettiamo a nudo, e non solo fisicamente, nelle mani dell'altro, dove tutto può succedere. Nell'ambito della sfera sessuale può accadere anche che i due spazi sacri entrino in contatto. Questo è il momento sublime della relazione con l'altro. Per tutto questo e per molto altro possiamo cadere nell'equivoco della dipendenza. Possiamo cominciare a pensare che senza l'altra persona non potremo mai rivivere momenti così intensi e sublimi. Possiamo pensare che tutto dipenda dall'altro. Possiamo cominciare a vivere per l'altro/a e non con l'altro/a. Questo è il momento critico, "di confine", è il passaggio che non va mai compiuto e sul quale si focalizza il lavoro di gruppo, per esplorare insieme se questo è accaduto, quando e come è successo. Insieme si può affrontare.
Il gruppo sulle dipendenze affettive porta sostegno e sollievo a tutte le persone che sentono di essere in un legame distruttivo dal quale desiderano ma non riescono ad uscire. Per scoprire insieme che uscirne si può.

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