Entusiasmo e libertà

COSA E' SUCCESSO AL WORKSHOP DEL 19 MAGGIO

Dopo aver dato il benvenuto a tutti e una breve reciproca conoscenza Il dott.Massimo Soldati ha condotto il gruppo con rispetto e amore, accompagnato dalla musica del Bodywork.
Siamo partiti come bambini ai primi passi, con incertezza e timidezza, per crescere passo dopo passo nella consapevolezza delle proprie debolezze e dei propri punti di forza. Ognuno dei partecipanti ha potuto sperimentare contatto e scontro, accoglienza e rifiuto, è cresciuto nella relazione con l'altro, ha potuto apprendere o riscoprire i propri limiti fisici e mentali, ha potuto esprimersi nelle scelte di movimento spontaneo e finalmente ha potuto abbandonarsi al flusso del lavoro in un crescendo di sensazioni, verso la leggerezza e la libertà.
Ci siamo scambiati impressioni, poche parole, una metafora, un'immagine poetica e ci è bastato davvero poco per capire che il Bodywork è riuscito, ancora una volta, a compiere il suo piccolo "miracolo": farci uscire dalla stretta gabbia del pensiero e della sofferenza per farci intravedere la possibilità di aprirsi allo scorrere della vita, al benessere, alla leggerezza dello star bene con se stessi e con gli altri.
Abbiamo concluso il pomeriggio di gioco e lavoro con un piccolo contatto di Integrazione Posturale. Ognuno di noi ha preso contatto per poche decine di minuti con la sacralità del corpo dell'altro, con umiltà e rispetto, osservandolo, accettandolo, riconoscendolo.
Pur non avendolo mai fatto ognuno è riuscito perfettamente a sentire, a mettersi al servizio, ad aprire il proprio cuore e sono bastati questi pochi minuti per dare un'idea di cosa possa essere un percorso di formazione per diventare Integratore posturale. 
Entusiasmo è la parola che viene spontanea alla fine di questo incontro, dopo quattro ore di lavoro intenso dove nessuno si è risparmiato e con generosità si è messo in gioco. 
Ci portiamo via la voglia di vedersi ancora e l'intenzione di creare un gruppo regolare e costante di lavoro con il bodywork e di formazione all'Integrazione. Con Massimo Soldati abbiamo già un secondo appuntamento che sarà a settembre o al massimo ai primi di ottobre e nel frattempo, prima di entrare nell'estate e nel piacere delle vacanze, ci ripromettiamo un incontro fra di noi che abbiamo partecipato il 19 per scambiare impressioni e risultati ottenuti. 
Segue comunicazione della data!
Un grazie profondo a tutti!

workshop 5 maggio

Bodywork Transpersonale a Firenze!

Workshop di Bodywork Transpersonale® e Integrazione Posturale a Firenze! Un’occasione unica ed imperdibile per conoscere queste meravigliose tecniche psicocorporee che permettono di recuperare velocemente benessere e vitalità. Il Dr. Massimo Soldati, psicologo e trainer di Integrazione Posturale, autore del saggio Corpo e Cambiamento, aiuterà a scoprire due aspetti del lavoro con il corpo: una tecnica per tutti di movimento espressivo e gioioso per riarmonizzare le energie e un’ esperienza di contatto con il corpo in profondità.

5 maggio dalle 14.30 alle 18.30
Il Vivaio del Malcantone, via del Malcantone 15, Firenze
ingresso con contributo di euro 50
EARLY BIRD: entro il 15 aprile solo 40

Prenotazione obbligatoria al 349 9020809

Info: www.integrazioneposturale.com/firenze

 

workshop confermato

CON PIACERE CONFERMIAMO LA DATA DEL 19 MAGGIO PROSSIMO PER IL WORKSHOP DI BODYWORK TRANSPERSONALE E INTEGRAZIONE POSTURALE

SII CIO' CHE SEI!

Vi aspettiamo il 19 maggio in via del Malcantone 15, zona stadio, per conoscere e fare esperienza diretta di queste due discipline per il benessere. Ore 14.30-18,30.
per informazioni e iscrizioni contattare direttamente Camilla Cappuccini al 3499020809
o visitare il sito: www.integrazioneposturale.com/firenze

Bodywork Transpersonale®

Da un articolo del Dr. Massimo Soldati, autore di Corpo e Cambiamento:

"Dal 1999 AIPT, da me fondata, ha portato in Italia contenuti e metodi all’avanguardia, permettendo a molti di sperimentare di persona la potenza e la efficacia di pratiche di integrazione corpo mente (bodymind integration).
La grande libertà e spinta verso un processo evolutivo connessa con queste pratiche può solo essere sperimentata direttamente e molto difficilmente trasmessa attraverso descrizioni o parole.

La Integrazione Posturale Transpersonale deriva dalla Integrazione Posturale di Jack W.Painter ed ha mantenuto questo nome per rispetto nei confronti del grande maestro scomparso, anche se in effetti dovrebbe essere chiamata Integrazione Transpersonale, oppure solo Integrazione, come fanno gli allievi della nostra scuola.

La parola transpersonale è stata da me aggiunta per sottolineare nei miei corsi la differenza tra un approccio umanistico ed un approccio integrale evoluto. Come tutti sanno il movimento transpersonale si è sviluppato a partire da quello per lo sviluppo del potenziale umano, per la necessità sentita da molti dei suoi più attivi esponenti di considerare e studiare quella dimensione ineffabile che è stata sempre accostata allo spirito. Non si voleva giustamente impiegare il termine “spirituale” in quanto questa parola avrebbe immediatamente trasportato coloro i quali fossero venuti in contatto con essa nel dominio della religiosità, che ha poco a che vedere con la essenza del movimento transpersonale.


Questa corrente culturale cerca infatti di comprendere e vivere quella realtà psicologica dell’essere umano che ha generato sì le esperienze spirituali alla base delle religioni, ma che non è strettamente legata a nessuna di esse, anzi include un atteggiamento scientifico ed una grande pulsione evolutiva verso la conoscenza tipica del mondo laico per poi trascenderli.


D’altra parte la Integrazione Posturale come la intendo io non ha nulla che vedere con le tecniche che vogliono cambiare la postura delle persone secondo un’ottica meramente fisiologica o medica, non ha niente a che vedere con posturologia, fisioterapia, riabilitazione, ortopedia. A me personalmente non importa nulla di cambiare la posizione dei corpi delle persone per riabilitarle, non è assolutamente il mio scopo, ma di favorire in esse un processo di integrazione che comprenda i livelli fisico, emotivo, mentale, spirituale. Questo potrà forse avere una ricaduta in una migliore postura, ma non è certo lo scopo primario, in quanto la postura è intesa già da Painter come il nostro atteggiamento nei confronti della esperienza di vita. Integrare la postura sarà perciò equivalente a liberare il nostro corpo mente (corpo+cuore +mente+spirito) da ogni memoria del passato che limiti il suo spontaneo fluire. La esperienza passata ci porta un adattamento, al quale siamo abituati da anni di vita, e che finisce per essere una gabbia, forse comoda, ma in realtà soffocante, nella quale bene o male siamo disposti a sopravvivere.

Tale adattamento è identificabile con un aspetto della nostra mente che è in genere stato chiamato “io”, oppure “personalità”, o “conscio”. È quanto siamo in grado di fare al momento con noi stessi, con tutto l’insieme delle nostre conoscenze accumulate, lo stato dell’arte del nostro processo di adattamento al mondo.

La psicologia transpersonale ha avuto il merito di indagare la parte ulteriore della nostra mente, che è responsabile di potenti cambiamenti in positivo e miglioramenti che si possono generare nella nostra vita. Più precisamente ispirandoci a quanto ha scritto Watzlawich possiamo dire che l’azione della mente transpersonale non si può identificare con un cambiamento di tipo 1, cioè una variazione di quello che sappiamo già fare, ma un cambiamento di tipo 2, che implica l’accesso a capacità, risorse, potenzialità, gestalt, prospettive non presenti precedentemente, oppure latenti, o non organizzate in una maniera già conosciuta e disponibile. Tale accesso dà leggerezza, benessere, euforia, chiarezza mentale, sollievo, ispirazione.

Attenzione, il contatto con il transpersonale non è qualcosa di romantico, può essere anche molto sgradevole ed impegnativo, in quanto ci può confrontare con l’aspetto ombra in noi, quella parte oscura che non conosciamo e che anch’essa deve essere integrata.
Ecco che il processo di integrazione coinvolge una consapevolezza maggiore di quello che noi già siamo, è un processo di liberazione e di apprendimento, è un processo di armonizzazione tra le parti di noi.

Tale processo è stato definito nel passato guarigione, se si focalizza sull’aspetto della chiarificazione dell’ombra, educazione se si focalizza sull’aspetto della acquisizione di modelli più evoluti di comportamento, liberazione se si focalizza sul renderci affrancati dalla prigione dell’ignoranza e della coazione, coaching se focalizziamo sull’allenamento, redenzione se focalizziamo sull’aspetto religioso, individuazione se lo vediamo come un processo di centratura e ricerca del sé. Qualcuno lo chiama illuminazione, rimanendo vicino alla tradizione spirituale, in quanto è veramente un processo di chiarificazione e sintesi delle nostre facoltà, che implica trasformazione e rinascita ad un livello che apparentemente è completamente nuovo. Questa ultima interpretazione potrebbe essere adeguata, purché non trascuri il fatto che le nostre capacità sono presenti già in noi, dormienti, scoordinate, non integrate, ma presenti come un fiore è contenuto nel seme.

La integrazione deve avvenire tra i vari livelli della nostra persona: sensomotorio, emozionale, mentale, supermentale; ed anche tra più dimensioni della nostra vita: la sfera personale e quella collettiva, la interiorità e la esteriorità, il lavoro e lo svago, il dharma, l’artha ed il kama per dirla con i Veda, i quattro quadranti per dirla con Wilber. Iniziare un processo di integrazione significa dare una spinta alla ristrutturazione, riarmonizzazione e potenziamento di ognuno degli aspetti della nostra vita. Dobbiamo essere disposti ad abbandonare le vecchie dimore ed approdare a nuovi lidi. La permanenza nella zona di comfort non è concessa, ma è possibile entrare in uno stato di comfort dinamico, che deriva dalla nostra adesione al processo della nostra evoluzione personale".

workshop rimandato non annullato

PER MOTIVI LEGATI A UNA MOMENTANEA INDISPOSIZIONE DEL CONDUTTORE

Con dispiacere comunichiamo che il Workshop SII TE STESSO previsto per il 5 maggio è stato solo rimandato a nuova data per un imprevisto di salute, legato a disturbi stagionali. Facciamo i nostri auguri al dr. Massimo Soldati di veloce guarigione. 
Attendere conferma per il 19 maggio prossimo
Ci scusiamo con tutti coloro che possono aver subito inconvenienti a causa di questo spostamento e vi aspettiamo per la nuova data.


Dipendenze affettive

E' in fase di attivazione un nuovo GRUPPO DI CRESCITA PERSONALE SUL TEMA DELLE DIPENDENZE AFFETTIVE 

il gruppo accoglie le persone che si sentono intrappolate in una relazione affettiva che non le soddisfa. Pur essendo insoddisfatte non riescono ad uscire dalla relazione. 
Chi è  interessato può contattarmi direttamente: 3499020809
OPPURE SCRIVERE : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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Domande e risposte in libreria

Domande e risposte su Bodywork Transpersonale e Integrazione Posturale Transpersonale con Camilla Cappuccini, counselor

 in vista del workshop del 5 maggio

Siamo qui stasera per raccontare un percorso personale, come sono arrivata a conoscere il Bodywork Transpersonale di Massimo Soldati e l’Integrazione Posturale Transpersonale. Penso che essenzialmente mi abbia spinto alla ricerca un malessere esistenziale che si era ormai incanalato anche a livello fisico, una relazione difficile da sciogliere, dolori e debolezza diffusa sia nei muscoli che nelle articolazioni. Praticamente mi era difficile muovermi, fare due passi, salire in macchina, salire e scendere le scale, fare la doccia…  Ho passato due anni di formazione nella scuola di Milano, dopo due anni, sto bene, faccio passeggiate di due ore senza problemi, svolgo agilmente tutte le incombenze casalinghe e personali quotidiane.  Sicuramente ho affrontato la fibromialgia (diagnosticata e destinata a mai guarire, solo a peggiorare) senza abbattermi, guardandomi intorno e accogliendo tutto quello che di “buono” mi portava la vita, massaggi, dieta e lavoro sul corpo, un lavoro sul corpo che è stato anche profondo lavoro nell’anima e grande apertura dello spirito.

Per questo motivo sono qui stasera per testimoniare la mia esperienza a voi, nella speranza che questo possa essere utile alla comprensione di quello che avverrà il 5 di maggio durante il workshop condotto dal dott. Massimo Soldati qui a Firenze.

 

-       D:: il bodywork e Integrazione Posturale in cosa differiscono?

-       R: Sono due tecniche diverse ma complementari. Durante il corso di formazione che sto seguendo a Milano con Massimo Soldati, al Bodywork viene dedicata mezza giornata per aprire la strada al lavoro più specifico dell’Integrazione. Il BT è un lavoro di gruppo, un “gioco” collettivo, volto alla conoscenza e all’approfondimento della conoscenza di se stessi, il continuo sperimentare i limiti e la possibilità di oltrepassarli porta a questa migliore consapevolezza di sé, del nostro vero Sé, fino a sperimentare veri e propri stati olotropici della coscienza. L’Integrazione Posturale è invece un lavoro individuale che si svolge nella stretta intima relazione tra operatore e cliente, volto allo scioglimento delle tensioni e dei blocchi che i vari vissuti negativi traumatici della vita hanno inciso nel nostro corpo a livello del tessuto connettivo profondo.  Lì c’è la memoria di ogni nostro trauma, recente o antico che sia. Sciogliendo il blocco a livello fisico si scioglie il blocco emotivo e il pregiudizio mentale.

-       D: Vuol dire che senza Bodywork non si può imparare l’Integrazione?

-       R: Per capire bene quello che significano le due tecniche una per l’altra venire al workshop è l’occasione ideale! Intanto potete consultare il sito www.integrazioneposturale.com. Io vi posso dire per mia esperienza che la mezza giornata di Bodywork permette di entrare con più efficacia nel lavoro intenso dell’Integrazione, ci permette di lasciare il nostro quotidiano che ci rapisce in continuazione e ci lascia il tempo e lo spazio per entrare in contatto con noi, in maniera dolce e profonda nello stesso tempo.

-       D.. Cosa sono gli stati olotropici della coscienza?

-       R: Stanislav Grof definisce gli stati olotropici di coscienza anche stati modificati di coscienza. Olotropico significa “diretto verso l’interezza”, che si muove in direzione dell’interezza. Grof sostiene infatti che nella nostra vita quotidiana siamo in grado di identificare solo una piccola parte di chi realmente siamo. Negli stati olotropici la nostra coscienza si dilata inglobando altre dimensioni senza perdere il contatto con la dimensione reale di tutti i giorni. Si tratta di esperienze potenti che possono dare emozioni molto positive, celestiali come esperienze di angoscia o paura o rabbia profonda.

-       D: Ci puoi suggerire alcuni titoli di Grof?

-       R:: sì certo: Psicologia del futuro, La mente olotropica, La respirazione olotropica, Oltre il cervello, Quando accade l’impossibile, Emergenze spirituali e molti altri che potete trovare cercando su internet

-       D: Ma transpersonale vuol dire olotropico?

-       R: Sì, transpersonale nel senso profondo di muoversi verso l’interezza, noi siamo un unico essere di corpo, mente, energia, spirito. Non è possibile trattarli separatamente. Quando si interviene direttamente sul corpo come nell’Integrazione Posturale Transpersonale, si interviene anche sulle altre tre dimensioni umane. Transpersonale vuol dire andare oltre la nostra visione ristretta, oltre la nostra personalità limitata.

D: Io sono una persona alla continua ricerca di qualcosa che mi faccia capire chi sono io veramente. Pensa che queste due discipline possano aiutarmi?

R: Senz’altro. Sia il Bodywork che l’Integrazione, come altri percorsi spirituali, aprono possibilità enormi di conoscenza di sé, del vero Sé. Si intraprende una via che in realtà non finisce mai, conoscersi è un cammino davvero infinito e sorprendente, a volte scoraggiante, doloroso, spesso entusiasmante. Per me è stato ed è tutt’ora così e devo dire che ancora non mi sono stancata, anzi, più vado avanti, più cresce la consapevolezza, più apprezzo la scelta fatta: aumentando le energie il passo si fa più veloce…

 

Grazie dell’attenzione, vi aspetto il 5 di maggio !

 

 

DA Federcounseling A E.A.C.

A:
EAC: President Seamus Sheedy
European Association for Counselling 23 Cranwell Court
Kenton Bank Foot
Newcastle upon Tyne
NE2 2UX - United Kingdom


DA:
Federcounseling, Federazione Nazionale delle Associazioni di Counseling 

Firenze, 18 novembre 2014

OGGETTO: Lo sviluppo del counseling in Europa

Caro Presidente, cari colleghi,

mi occupo ormai di politica professionale da oltre 15 anni e la mia azione è sempre stata tesa alla massima chiarezza nei confronti dei miei interlocutori.

Oggi, tra questi interlocutori, c’è anche EAC, verso la quale sento il bisogno di condividere alcune riflessioni, con la speranza che possano essere un contributo utile.

In Italia il percorso di riconoscimento del counseling è stato molto lungo e, tuttora, non può dirsi di certo completato.

Il counseling inizia a svilupparsi in Italia in un momento storico in cui la professione di psicologo subisce profonde trasformazioni riuscendo ad ottenere, dopo molti anni di lotte con i medici, il tanto “agognato” riconoscimento che, per loro, si realizza attraverso la costituzione dell’albo nazionale e dell’Ordine degli psicologi.

Il vero lavoro che realtà come Federcounseling (ma soprattutto le varie associazioni che la compongono) affrontano ogni giorno, non è tanto sul versante culturale e scientifico della professione, quanto su quello politico professionale (e sono consapevole che negli altri paesi la situazione è – fortunatamente – diversa).

Benché ad oggi ogni Stato sia sovrano quando legifera sulle professioni, troppi segnali mi fanno ritenere che la vera partita sul counseling non si potrà che giocare a livello europeo.

Ritengo pertanto che la politica di EAC non possa che prevedere, per gli anni a venire, una incisiva azione a livello europeo, cui necessariamente deve seguire, da parte delle singole associazioni nazionali e/o coordinamenti, la volontà di trasportare nei singoli spazi nazionali tale politica

Questo certamente nel rispetto delle diversità culturali e normative di ogni Stato, ma altrettanto certamente nella consapevolezza che se non si arriva ad una armonizzazione della professione tra i vari Stati membri, il counseling è destinato a plasmarsi e di fatto ad appiattirsi su logiche nazionali prive di prospettiva e di sviluppo.

Rischiamo cioè, per dirla con una metafora tutta italiana, di ritagliarci un piccolo recinto proprio come hanno fatto gli Ordini professionali in Italia, salvo poi accorgersi che quel recinto era di fatto una gabbia angusta, priva di prospettive e che in alcuni casi ha favorito l’implosione di chi si trovava al suo interno.

Sono pertanto, con questa mia, a condividere alcune riflessioni:

1. A seguito del varo della Direttiva 2013/55/UE in questi mesi in Europa si sta discutendo della European Professional Card (EPC). Il prossimo primo dicembre si terrà a Roma una importante conferenza organizzata dalla Commissione Europea e dal Dipartimento delle Politiche Europee, durante la quale verranno presentate le prime cinque categorie professionali che, in via sperimentale, si doteranno di tale card a partire dal 2016: infermieri, farmacisti, fisioterapisti, guide alpine ed agenti immobiliari. Credo che sarebbe utile che EAC prendesse quanto prima contatti con la Commissione Europea, al fine di valutare un possibile inserimento del counseling tra le future sperimentazioni.

2. In previsione di una sperimentazione sarebbe utile che EAC avviasse una incisiva e massiva opera di sensibilizzazione soprattutto in quegli Stati che, ad oggi, non vedono il counseling rappresentato da un’associazione nazionale o da un coordinamento. In tal senso credo che si dovrebbe valutare la possibilità di costruire sinergie con altre associazioni internazionali di counseling, in alcuni casi già presenti in alcuni territori.

3. Nel frattempo EAC dovrebbe definire dei protocolli di reciproco riconoscimento tra le varie associazioni che la compongono, così da favorire il libero scambio e la libera circolazione dei counselor in quegli Stati in cui EAC è presente attraverso associazioni nazionali o coordinamenti, il tutto sempre nel rispetto di norme eventualmente presenti negli Stati di destinazione. Dico questo sia in relazione allo European Certificate or Counsellor Accreditation (ECCac) – perché possa diventare un documento realmente utile per una significativa mobilità nella nostra professione – sia in relazione alla già citata European Professional Card (EPC).

4. EAC a mio avviso dovrebbe tracciare una linea di demarcazione chiara, al proprio interno, tra una division che si occupi di politica professionale e una division che si occupi di temi legati alla ricerca, alla cultura e alla divulgazione del counseling.

5. La singole associazioni nazionali dovrebbero fungere da cassa di risonanza di tali politiche all’interno del proprio paese, ma per far questo occorre che EAC riveda ed implementi la propria strategia e la propria capacità di trasmissione delle informazioni:

  1. a)  implementando un sito web capace di dare una definizione chiara di EAC e della realtà che rappresenta

  2. b)  implementando la propria presenza sui social network, favorendo un passaggio delle informazioni in tempo reale

  3. c)  implementando ad esempio una rivista che tratti sia i temi di politica professionale che i temi propri alla ricerca sul counseling

con lo scopo di far circolare e divulgare le informazioni tra i vari professionisti nei vari Stati.

6. EAC inoltre dovrebbe attuare una politica di riorganizzazione dei tesseramenti nei vari paesi, anche con lo scopo di finanziare la propria politica internazionale. A mio avviso non dovrebbe essere la singola associazione a portare ad EAC un minimo di iscritti con il pagamento delle fee annuali, ma EAC che attua sul territorio una politica tale per cui saranno i singoli counselor a desiderare di iscriversi ad EAC. Questo accadrà quando EAC sarà in grado di offrire dei servizi ai counselor: informazione, tutela, assistenza, aggiornamento, etc. Questo accadrà quando EAC diventerà, in ragione di ciò che farà, un’associazione appetibile per i counselor che troveranno dunque vantaggioso finanziare EAC e la sua politica attraverso un tesseramento annuale.

Da parte nostra vogliamo garantirvi che Federcounseling farà il massimo per contribuire a questa politica di sviluppo, mettendo in campo tutte le risorse disponibili, nella consapevolezza che una siffatta politica è un arricchimento professionale e culturale per tutti i counselor.

Con stima

Federcounseling
Segreteria / Administration Office: Via Mozza 1/1 – 50122 Firenze (FI) – Italy Codice fiscale / fiscal code: 94228290485
Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Website www.federcounseling.it 

24 e 26 aprile iscrizione in libreria

DOPO LA PRESENTAZIONE DEL 18 SCORSO VI ASPETTIAMO IN LIBRERIA PER L'ISCRIZIONE

IL 18 aprile si è svolta, presso la libreria MARABUK via Maragliano 29 Firenze, una introduzione all'argomento del successivo laboratorio esperienziale del 5 maggio condotto dal dott. Massimo Soldati, autore di Corpo e Cambiamento, fondatore e docente dell'Istituto AIPT di Milano (vedi news successiva - consultare anche https://www.facebook.com/events/177929099387366/)

Vale la pena acquisire nuove conoscenze per il nostro benessere? cosa è il Bodywork? Cosa significa e perché definirlo Transazionale? E cosa è l'Integrazione Posturale? Davvero porta tanti benefici? 

Queste le domande poste e molte altre a cui ha dato risposta Camilla Cappuccini, counsellor, conduttrice di classi di Bodywork Transpersonale e assistente del dott. Massimo Soldati.

Tutti coloro che hanno deciso di iscriversi al workshop del 5 maggio sono invitati a perfezionare l'iscrizione presso la stessa libreria il 24 E il 26 aprile p.v.  dalle 18,30 alle 19,30

INFO:  349 9020809

 




Il valore del Gruppo

Chi viene a un Gruppo?

Spesso le persone pensano erroneamente che un Gruppo è per persone "malate" o con problemi emotivi. Questo non potrebbe essere più lontano dalla verità e, purtroppo, questo equivoco porta spesso persone che stanno cercando proprio quegli stessi tesori che il Gruppo offre, a rinunciare a questa straordinaria esperienza.

Il Gruppo è per tutte le persone che sono interessate a entrare in collegamento con gli altri in un modo reale su esperienze di vita reale e desiderano cogliere la possibilità di connettersi empaticamente con gli altri. Non è questo ciò che noi tutti desideriamo? Potersi esprimere liberamente e di conseguenza essere conosciuti, capiti e visti per quello che siamo.

Chi supera il pregiudizio ogni volta che partecipa al Gruppo rinnova la propria riconoscenza per aver potuto assistere ai "miracoli" che il Gruppo offre e averli potuti portare con sé nella vita di tutti i giorni.

Il Gruppo è per tutte le persone che vogliono crescere e migliorare il livello di benessere delle loro vite, perché l'energia che il Gruppo sviluppa non è paragonabile a nessun'altra energia e permette una maggiore velocità nella direzione dello star bene ed essere felici con se stessi e con gli altri.