Domande e risposte in libreria

Domande e risposte su Bodywork Transpersonale e Integrazione Posturale Transpersonale con Camilla Cappuccini, counselor

 in vista del workshop del 5 maggio

Siamo qui stasera per raccontare un percorso personale, come sono arrivata a conoscere il Bodywork Transpersonale di Massimo Soldati e l’Integrazione Posturale Transpersonale. Penso che essenzialmente mi abbia spinto alla ricerca un malessere esistenziale che si era ormai incanalato anche a livello fisico, una relazione difficile da sciogliere, dolori e debolezza diffusa sia nei muscoli che nelle articolazioni. Praticamente mi era difficile muovermi, fare due passi, salire in macchina, salire e scendere le scale, fare la doccia…  Ho passato due anni di formazione nella scuola di Milano, dopo due anni, sto bene, faccio passeggiate di due ore senza problemi, svolgo agilmente tutte le incombenze casalinghe e personali quotidiane.  Sicuramente ho affrontato la fibromialgia (diagnosticata e destinata a mai guarire, solo a peggiorare) senza abbattermi, guardandomi intorno e accogliendo tutto quello che di “buono” mi portava la vita, massaggi, dieta e lavoro sul corpo, un lavoro sul corpo che è stato anche profondo lavoro nell’anima e grande apertura dello spirito.

Per questo motivo sono qui stasera per testimoniare la mia esperienza a voi, nella speranza che questo possa essere utile alla comprensione di quello che avverrà il 5 di maggio durante il workshop condotto dal dott. Massimo Soldati qui a Firenze.

 

-       D:: il bodywork e Integrazione Posturale in cosa differiscono?

-       R: Sono due tecniche diverse ma complementari. Durante il corso di formazione che sto seguendo a Milano con Massimo Soldati, al Bodywork viene dedicata mezza giornata per aprire la strada al lavoro più specifico dell’Integrazione. Il BT è un lavoro di gruppo, un “gioco” collettivo, volto alla conoscenza e all’approfondimento della conoscenza di se stessi, il continuo sperimentare i limiti e la possibilità di oltrepassarli porta a questa migliore consapevolezza di sé, del nostro vero Sé, fino a sperimentare veri e propri stati olotropici della coscienza. L’Integrazione Posturale è invece un lavoro individuale che si svolge nella stretta intima relazione tra operatore e cliente, volto allo scioglimento delle tensioni e dei blocchi che i vari vissuti negativi traumatici della vita hanno inciso nel nostro corpo a livello del tessuto connettivo profondo.  Lì c’è la memoria di ogni nostro trauma, recente o antico che sia. Sciogliendo il blocco a livello fisico si scioglie il blocco emotivo e il pregiudizio mentale.

-       D: Vuol dire che senza Bodywork non si può imparare l’Integrazione?

-       R: Per capire bene quello che significano le due tecniche una per l’altra venire al workshop è l’occasione ideale! Intanto potete consultare il sito www.integrazioneposturale.com. Io vi posso dire per mia esperienza che la mezza giornata di Bodywork permette di entrare con più efficacia nel lavoro intenso dell’Integrazione, ci permette di lasciare il nostro quotidiano che ci rapisce in continuazione e ci lascia il tempo e lo spazio per entrare in contatto con noi, in maniera dolce e profonda nello stesso tempo.

-       D.. Cosa sono gli stati olotropici della coscienza?

-       R: Stanislav Grof definisce gli stati olotropici di coscienza anche stati modificati di coscienza. Olotropico significa “diretto verso l’interezza”, che si muove in direzione dell’interezza. Grof sostiene infatti che nella nostra vita quotidiana siamo in grado di identificare solo una piccola parte di chi realmente siamo. Negli stati olotropici la nostra coscienza si dilata inglobando altre dimensioni senza perdere il contatto con la dimensione reale di tutti i giorni. Si tratta di esperienze potenti che possono dare emozioni molto positive, celestiali come esperienze di angoscia o paura o rabbia profonda.

-       D: Ci puoi suggerire alcuni titoli di Grof?

-       R:: sì certo: Psicologia del futuro, La mente olotropica, La respirazione olotropica, Oltre il cervello, Quando accade l’impossibile, Emergenze spirituali e molti altri che potete trovare cercando su internet

-       D: Ma transpersonale vuol dire olotropico?

-       R: Sì, transpersonale nel senso profondo di muoversi verso l’interezza, noi siamo un unico essere di corpo, mente, energia, spirito. Non è possibile trattarli separatamente. Quando si interviene direttamente sul corpo come nell’Integrazione Posturale Transpersonale, si interviene anche sulle altre tre dimensioni umane. Transpersonale vuol dire andare oltre la nostra visione ristretta, oltre la nostra personalità limitata.

D: Io sono una persona alla continua ricerca di qualcosa che mi faccia capire chi sono io veramente. Pensa che queste due discipline possano aiutarmi?

R: Senz’altro. Sia il Bodywork che l’Integrazione, come altri percorsi spirituali, aprono possibilità enormi di conoscenza di sé, del vero Sé. Si intraprende una via che in realtà non finisce mai, conoscersi è un cammino davvero infinito e sorprendente, a volte scoraggiante, doloroso, spesso entusiasmante. Per me è stato ed è tutt’ora così e devo dire che ancora non mi sono stancata, anzi, più vado avanti, più cresce la consapevolezza, più apprezzo la scelta fatta: aumentando le energie il passo si fa più veloce…

 

Grazie dell’attenzione, vi aspetto il 5 di maggio !

 

 



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